Monika Barth

Monika Barth , fotografa con base in una foresta vicino Amburgo, Germania. Attrice tedesca di teatro. Sin dal 2012 coltiva la sua passione per la fotografia. Viaggi. Mostre nella contea di provenienza e mostre collettive nel museo Kunststätte Bossard. Nel 2013 partecipa alla Magnum Mastercourse con Chris Steele Perkins a Mannheim, ai seminari presso la Lichtblick School di Colonia e ad una Masterclass con Anders Petersen. Nel 2017 incontra Donna Ferrato. Nel 2018 Antoine D’Agata. Tra il 2015 e il 2018 presenta il suo portfolio presso il Deichtorhallen Hamburg per la German Photographic Academy. Nel 2017 ha la sua prima Solo- EXHIBITION con tre serie nella galleria d’arte parigina “Le Ballon Rouge” e pubblica il libro “MONA L”. Nel 2018 è nella rosa dei “Kolga Tbilisi Photo”. Realizza il libro fotografico “Beyond Boundaries – not afraid of the Dark”. Tra il 2018 e il 2019 “MONA L” viene selezionato per il DEUTSCHER FOTOBUCHPREIS. Tiene una Solo-EXHIBITION e presenta il libro presso la Sautter+Lackmann di Amburgo. Nel 2020 con “LA LUNGA STRADA” è selezionata per il Kolga Award (10 foto della serie).

“La Lunga Strada – Reloaded” di Monika Barth, testo di Wolfgang Zurborn

Le fotografie della serie “La Lunga Strada – Reloaded” di Monika Barth portano l’osservatore in un viaggio dentro diversi stati d’animo attraverso la fede, l’amore, la speranza e la morte. Gli spazi concreti delle sue fotografie (scattate in Italia, Ucraina, Norvegia e Costa Rica) unendosi ad un flusso di immagini, creano uno spazio esistenziale denso di riferimenti religiosi, culturali e politici.

Nella loro sequenza però le fotografie non si accostano per creare una storia lineare, un messaggio chiaro. Il susseguirsi , spesso surreale, dei motivi e dei paradossi, generati dai diversi livelli delle foto, dà ai protagonisti di questo vero e proprio teatro della realtà la libertà di personificare un vitale spettro di emozioni. È grazie all’accurato occhio per l’attimo, l’arcaico in ogni giorno, l’espressione vivida, l’idealizzazione magica, che il fotografo dona ai suoi ritratti, alle scene di strada, agli scatti della natura, alle nature morte e ai dettagli architettonici, un potere narrativo oltre tutti gli aneddoti. Con il suo diario fotografico sui viaggi tra il 2018 e il 2020, crea un documento radicalmente soggettivo del mondo contemporaneo globalizzato in cui abbandona ogni distanza oggettivante. Guidata da una grande empatia verso la gente, riesce a creare vicinanza con l’estraneo.

L’equilibrio virtuoso tra documento e invenzione, realismo e magia è ciò che rende “La Lunga Strada – Reloaded” così speciale.

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